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Giornata del Ricordo: memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, istituito con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004 al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo forzato dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, nonché della complessa vicenda del confine orientale.

In occasione della ricorrenza, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha preso parte alla cerimonia commemorativa svoltasi presso la Camera dei Deputati, alla presenza del Presidente della Repubblica, rinnovando la vicinanza delle istituzioni alle comunità degli Esuli istriani, fiumani e dalmati e alla Comunità nazionale italiana in Slovenia e Croazia.

A 79 anni dalla firma del Trattato di pace che sancì la perdita dei territori dell’Adriatico orientale, il 10 febbraio rappresenta un momento di riflessione condivisa sul valore della memoria storica, sul rispetto delle vittime e sulla responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni il significato di quegli eventi. Nel suo messaggio, il Ministro Tajani ha sottolineato come dal sacrificio delle vittime debba nascere un percorso di pace, dialogo e convivenza, richiamando i valori fondanti dell’Europa e l’importanza di proseguire tale cammino anche nei Balcani.

Un pensiero particolare è stato rivolto ai bambini innocenti colpiti durante le violenze di allora e, più in generale, a tutti i bambini che ancora oggi sono vittime dei conflitti nel mondo.

In questa giornata, le Rappresentanze diplomatiche e gli Uffici consolari italiani nel mondo si uniscono alle iniziative promosse dalle Associazioni degli Esuli, per rendere tangibile la vicinanza delle istituzioni a quanti sono stati costretti a lasciare le proprie case e hanno ricostruito la propria vita, anche lontano dall’Italia. A testimonianza di tale impegno, la scritta “Io Ricordo” illumina oggi il Palazzo della Farnesina.

Per maggiori informazioni si rinvia al comunicato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, disponibile al seguente link