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Giornata del Design italiano nel Mondo 2026 – Decima edizione

IDD 2026a

Miami – 26 marzo 2026. La decima edizione della Giornata del Design italiano nel Mondo è stata celebrata a Miami con l’architetto Massimo Iosa Ghini, in un apprezzato talk organizzato dal Consolato Generale e dall’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con l’Ufficio ICE.

Il focus di quest’anno di questa prestigiosa rassegna promozionale sulla rigenerazione degli spazi urbani, tema al centro del dibattito pubblico in Florida in ragione dello sviluppo impetuoso dell’area metropolitana di Miami negli ultimi dieci anni, e il cursus honorum dell’Ambasciatore ADI, celebre per i numerosi progetti di edilizia residenziale e commerciale da lui realizzati in città, hanno attirato un foltissimo pubblico di designer, architetti, giornalisti e professionisti del settore.

Attingendo alla sua esperienza pluridecennale e prendendo spunto da alcuni dei suoi progetti più famosi e acclamati a livello internazionale (dall’arredo ai prodotti, dagli interni alle infrastrutture leggere, secondo una dinamica completa “from the spoon to the city”, come da lui icasticamente definita con le parole di Ernesto Rogers), l’Arch. Iosa Ghini ha esplorato la ricchezza della matrice culturale del design italiano, ne ha illustrato le capacità interpretative della realtà contemporanea e ha analizzato le risposte che esso sa articolare rispetto ai bisogni della società globale, anche in un’ottica di (ri)utilizzo ottimale delle risorse e degli spazi disponibili. 

Iosa Ghini – come ha sottolineato il Console Generale Mistò – ha spiegato in modo esemplare, ai tanti appassionati intervenuti, come l’industria del design italiano non solo rilevi perché le si deve una quota significativa del nostro PIL e ovviamente del nostro export, ma anche perché sostiene un preziosissimo ecosistema di imprese, di saperi tencologici e artigianali, di tradizioni e competenze che sono al cuore stesso del migliore Made in Italy.

Visto secondo un approccio qualitativo, il design italiano riflette un modello umano – il nostro modello di persona – e le sue interazioni. E’ un approccio alla vita, un modo di pensare e di vivere profondamente radicato nella nostra identità culturale. In ultima analisi, il design italiano è essenzialmente cultura.

Dall’adesione al Gruppo Memphis-Milano del mentore Ettore Sotsass alla maturazione della sua visione “bolidista”, Iosa Ghini ha illustrato il dialogo che il design anima tra tradizione e modernità, bellezza e scopo, uso e utilità, facendo sì che il valore sia preservato e trasmesso alle prossime generazioni, nel futuro. E il design italiano, in particolare, per la sua comprensione completa della persona e dei suoi bisogni, è in grado di fare tutto ciò in modo ancora più efficace, suscitando apprezzamento e favore trasversalmente nel mondo.

I design italiani hanno da tempo compreso che estetica ed etica possono sostenersi vicendevolmente. Che sia tramite l’impiego di materiali sostenibili, spazi adattativi, o un’accorta pianificazione urbana, il design – nel migliore dei casi – accresce la bellezza rispondendo a bisogni universali e assicurando una fruizione inclusiva e generalizzata dei relativi benefici. Leggendo tra le righe, si può davvero affermare che il design italiano è capace di trasformare irripetibilmente il tessuto stesso della società.

Miami, con la sua energia, il suo dinamismo e la sua capacità di attrazione globale, è stata lo sfondo ideale per una riflessione articolata come quella sviluppata dall’Arch. Iosa Ghini nel nostro Istituto di Cultura.